sabato, 31 marzo 2012
CIMA SETTENTRIONALE DELLE PALE ROSSE
Regione: Lombardia
Partenza: Albergo dei Forni (mt.2.175)
Quota arrivo: mt. 3.417
Dislivello: mt. 1.300
Difficolta’: F
Esposizione: Sud
Rifugio di appoggio: Albergo dei Forni e Rifugio Pizzini
Attrezzatura Consigliata: Ciaspole, corda, picozza e ramponi
Rischio valanghe: 1 debole
Condizioni: Ottime
Valutazione itinerario: Ottimo
Commento:
La costiera delle Cime delle Pale Rosse fa da sentinella insieme al Gran Zebru’ al Colle delle Pale Rosse (mt.3.375), stupendo valico che mette in collegamento la Val Cedec con la vedretta della Valle delle Miniere e con la Val Zebru’. Si raggiunge partendo dall’ Albergo dei Forni e risalendo tutta la Val Cedec sino al Rifugio Pizzini (mt.2.706) e deviando poi a sin. (N) mettendo piede sulla Vedretta del Gran Zebru’; questa va risalita tutta con pendenze costanti ma mai eccessive sino a giungere al Colle, in un ambiente glaciale di prim’ordine; da qui abbiamo scelto di salire la Cima Settentrionale delle Pale Rosse (mt.3.417), che si raggiunge per breve cresta, non difficile ma che richiede attenzione per alcuni tratti esposti.
Oggi le ottime condizioni della neve dura e a tratti gelata ci hanno consentito di salire piuttosto velocemente (impiegate ca.3h dai Forni); il tempo e’ stato bellissimo per tutta la giornata con cielo azzurro e vista fantastica su tutto l’apparato glaciale del Gran Zebru’/Cevedale; l’unico problema e’ stato rappresentato dal vento del nord che ci ha colto fortissimo e freddo nella parte alta del ghiacciaio sino al colle e soprattutto lungo la cresta finale.
La discesa l’abbiamo fatta scendendo i pendii alla base della parete S del Gran Zebru’ su neve sempre ottima che non ha mai remollato, giungendo cosi’ ai piedi della bastionata che conduce alla Casati e da qui al Rif.Pizzini, compiendo cosi’ un bel giro ad anello tra i ghiacciai.
Alle h.14.00 eravamo gia’ al Rifugio Forni con le gambe sotto il tavolo.
Davvero una splendida giornata!
22:33 Scritto da: ale9569 in INVERNO 2012 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: 31-03-2012 by alex e gio' | OKNOtizie |
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sabato, 25 febbraio 2012
MONTE SPUNDASCIA
Regione: Lombardia
Partenza: Bivio per l'Alpe Campagneda sulla strada da Franscia a Campo Moro (mt.1950)
Quota arrivo: mt. 2.851
Dislivello: mt. 1.000
Difficolta’: EE
Esposizione: Sud
Rifugio di appoggio: Rifugio Ca' Runcash
Attrezzatura Consigliata: Ciaspole, picozza e ramponi
Condizioni: Mediocri
Valutazione itinerario: Buono
Commento:
La salita al Monte Spundascia (mt.2.851) e’ un po’ al di fuori dei soliti itinerari sci alpinistici della Val Malenco (in questa zona quasi tutti si dirigono al Passo di Campagneda o al vicino Pizzo Scalino…) ma, se la si trova in condizione, risulta davvero appagante e divertente e la cima e’ un punto panoramico di prim’ordine.
Noi siamo saliti partendo dal parcheggio che si incontra lungo la strada che da Franscia sale a Campo Moro (attenzione ghiacciata al mattino….noi abbiamo incatenato), nei pressi del bivio per l’Alpe Campagneda; la si raggiunge in ca.30 min.passando per l’Alpe Campascio (mt.2.078), e, prima di giungere al Rifugio Ca’ Runcash (mt.2.150), si abbandona la traccia che sale al passo e si devia sulla sin. puntando al dossone che scende direttamente dal Monte Spundascia; noi l’abbiamo raggiunto con una mega ravanata, battendo traccia su neve inconsistente e arrampicando direttamente l’ultimo tratto roccioso.
Sbucati sullo spallone dello Spundascia, dove si incontra la traccia proveniente dallo Zoia, la salita si fa decisamente piu’ bella: un primo tratto ripido (qui solo tracce di neve…) conduce ad una selletta che immette nel vallone superiore e seguendolo tutto in direzione NE rimanendo sul fondo (attenzione ai pendii sulla dx. decisamente pericolosi in caso di neve non assestata), si arriva ad imboccare sulla sin. un canale tra le rocce molto ripido che immette nella conca superiore dove d’estate si trova un laghetto (mt.2.700), proprio sotto la Bocchetta dello Spundascia (mt.2.800); tramite un tratto ancora bello ripido (e oggi molto faticoso per la pessima qualita’ della neve a tratti inconsistente e a tratti ghiacciata per la presenza di lastroni da vento…) si raggiunge la bocchetta e, dopo aver dato uno sguardo verso N al ripidissimo e a tratti verticale canale che precipita verso la Val Poschiavina, con ramponi e picozza si sale la breve ma a tratti rocciosa ed esposta cresta che conduce sulla cima dello Spundascia. Impiegate h.3.30 min. dall’auto.
Panorama spettacolare (peccato oggi qualche nuvola) sulle montagne della Val Malenco e in particolare sui vicini Argento e Zupo’, sul Disgrazia e sullo Scalino sul versante opposto.
Discesa per la stessa via di salita, con neve sempre piu’ marcia nel pomeriggio visto il caldo di oggi.
Incontrati diversi sci alpinisti e ciaspolatori nella piana di Campagneda, mentre nessuno sul nostro itinerario.
21:19 Scritto da: ale9569 in INVERNO 2012 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: 25-02-2012 by alex e gio' | OKNOtizie |
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sabato, 18 febbraio 2012
SASSO CANALE (Cresta S-E)
Regione: Lombardia
Partenza: San Bartolomeo (mt.1.207)
Quota arrivo: mt. 2.411
Dislivello: mt.1.200
Difficolta’: F
Esposizione: S-E
Rifugio di appoggio: Agriturismo "Da Giacomino" a S.Bartolomeo (oggi chiuso)
Attrezzatura Consigliata: Ciaspole, picozza e ramponi
Rischio valanghe: 1 debole
Condizioni: Mediocri
Valutazione itinerario: Buono
Commento:
Finalmente dopo circa 1 mese di latitanza causa impegni lavorativi e famigliari, sabato si torna in montagna.
La destinazione e’ il Sasso Canale per la cresta S-E, anche se la poca neve di quest’anno e il grande lavoro del vento dei giorni scorsi non ci fanno essere molto ottimisti sulle condizioni che troveremo.
In effetti all’inizio la situazione sembra buona appena partiti da S.Bartolomeo e la discreta neve presente nel bel bosco di faggi e larici ci fa indossare subito le ciaspole; si sale cosi’ velocemente sino alla conca dell’ Alpe di Mezzo (mt.1.537) e della bellissima Alpe Pescedo (mt.1.561) , dove la neve comincia a scarseggiare.
La salita alla Bocchetta di Chiaro (mt.1.660) avviene infatti su tracce di neve per lo piu’ inconsistente, e peggio ancora nella parte iniziale e intermedia della cresta dove prevalgono erba e rocce e solo qualche tratto di neve e ghiaccio; per fortuna oggi non c’e’ vento per cui ci godiamo tranquillamente gli splendidi panorami sul lago.
Nella parte finale, dopo la bocchetta di quota mt.2.180 ca., la cresta si impenna e diventa rocciosa, per cui, calzati i ramponi, si comincia a salire la parte piu’ divertente con buona arrampicata su misto, sino a sbucare appena sotto il primo ripetitore. Da qui in poi, vista l’esposizione a N, la neve e’ decisamente piu’ abbondante anche se inconsistente, creando qualche problema nel percorrere il tratto finale sino alla cima del Sasso Canale (mt.2.411).
Fantastico il panorama su tutte le montagne circostanti (soprattutto sui monti della Val Bregaglia, dal Cengalo /Badile al Manduino sino al Disgrazia), mentre molta foschia verso il lago e la pianura.
Impiegate 3h.30 min. per la salita.
In discesa, tornati sui nostri passi, siamo scesi sin sotto il primo ripetitore, per poi imboccare un ripido canale nevoso sul versante E e un traverso esposto da fare con attenzione che ci ha consentito di ricollegarci alla cresta S-E e al percorso fatto a salire.
21:49 Scritto da: ale9569 in INVERNO 2012 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: 18-02-2012 by alex e gio' | OKNOtizie |
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